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di Simone Bertelegni
Luca Mori non è archeologo, ma visionando foto satellitari
disponibili a chiunque sul web ha trovato resti romani
SORBOLO (PARMA) - Nemmeno Heinrich Schliemann, lo scopritore di
Troia, era un archeologo di professione; era diventato ricco commerciando
ma la smodata passione per i poemi omerici l'aveva portato a realizzare
grandissime scoperte in Grecia e Anatolia. E anche se la buona sorte gli
ha dato una grossa mano, c'è da dire che i suoi ritrovamenti erano frutto
della sua caparbia volontà, e non del caso. Non così si può dire
dell'improvvisato archeologo Luca Mori, che grazie a Internet, a «buon
occhio» e a una geniale intuizione ha scovato una villa romana sepolta
sotto i campi coltivati del Parmense.
L'ANOMALIA SATELLITARE - Luca Mori usa i computer per lavoro e per
svago, e come molti internauti ha scoperto Google Earth, programma che
offre foto satellitari spesso dettagliatissime di tutto il mondo (e crea
dipendenza...). E come tutti coloro che Google Earth l'hanno usato, ha
pensato bene di vedere dall'alto casa sua. Così, poco più a ovest del suo
paese, Sorbolo, e precisamente nei pressi di Frassinara (Parma), si è
accorto che il colore dei terreni agricoli presentava delle anomalie: una
macchia a forma di occhio e altre più rettilinee. Essendo un esperto di
computer grafica, ha provato a scoprire se si trattava di difetti della
foto in sé: risposta negativa.
LA FORTUITA SCOPERTA - Sapendo che oggigiorno molti ritrovamenti
archeologici partono proprio da rilevamenti satellitari che evidenziano
anomalie nel terreno, Mori si è informato dell'eventuale presenza umana
nel territorio in epoche passate, scoprendo che la zona ha già regalato
reperti dell'Età del Bronzo e del Ferro. E così ha mobilitato i
professionisti. Esperti del Gruppo Culturale Quingento di San Prospero
(Parma) e del museo archeologico della città ducale hanno stabilito che
l'«occhio» è la traccia lasciata nel passato dal meandro di un corso
d'acqua, mentre le linee regolari sono tracce di antiche strade ed
edifici. In un primo tempo si pensava a un sito preistorico, ma il
ritrovamento di una serie di ceramiche ha portato a capire che si tratta
di un insediamento romano, forse una villa o una colonia agricola.
PER PRIMO - Mori ha sicuramente creato un precedente. Chissà se la
sua vicenda stimolerà altri internauti creando la figura del
«cyber-archeologo». Non solo in Italia, si badi, visto che la celebre
rivista americana «Nature» sta dando risalto alla sua intuizione anche
oltreoceano.
Simone Bertelegn
20 settembre 2005
corriere.it
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