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La realizzazione dell'"uscita ad Ovest", l'arteria stradale che
dovrà collegare il Porto di Ancona alla grande viabilità è sempre più
vicina: oggi è stato espresso alla Regione un giudizio positivo sulla
fattibilità ambientale del progetto.
ANCONA - La Conferenza dei servizi, convocata dalla Regione
Marche, ha espresso un giudizio positivo sulla fattibilità ambientale del
progetto preliminare di collegamento tra il porto di Ancona e la grande
viabilità.
L’istruttoria ora passa al Ministero dell’Ambiente che dovrà rilasciare la
Valutazione dell’impatto ambientale (Via), necessaria per predisporre gli
elaborati esecutivi che porteranno alla realizzazione dell’arteria
stradale, meglio nota come “uscita a ovest”.
Sono state necessarie due sedute per giungere a un esito positivo: “Una
conclusione" – ha sottolineato l’assessore regionale alla Viabilità,
Loredana Pistelli – "frutto del lavoro dei vari uffici della Regione
coinvolti, che hanno approfondito i problemi relativi al territorio e
attinenti alla realizzazione di un’infrastruttura importante non solo per
Ancona, ma per tutte le Marche".
Lo sviluppo del porto di Ancona rappresenta, infatti, un’opportunità di
crescita per tutta la regione, in quanto la predisposizione di
collegamenti adeguati favorirà un rilancio nazionale dello scalo dorico.
Anche secondo il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, il
collegamento del porto di Ancona alla grande viabilità è un’opera
prioritaria da sostenere con impegno, perché contribuisce a consolidare lo
sviluppo e la crescita della regione. "Regione e Comune dorico
continueranno nella loro proficua collaborazione, consapevoli che il ruolo
di Ancona capoluogo è fondamentale per l’intero sistema-Marche”.
Il sindaco di Ancona, Fabio Sturani, si è detto soddisfatto per l’avvenuta
approvazione ed ha assicurato che quanto prima chiederà un incontro al
Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi ed ai dirigenti dell’Anas per
accelerare la fase progettuale e per garantire la copertura finanziaria.
In tal senso occorre un impegno corale, proprio a partire dal Governo e
dal Parlamento, fin dalla prossima legge finanziaria.
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