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Evacuate un milione 300mila persone. Nuova minaccia per New Orleans
e Galveston vive l'incubo di cent'anni fa.
di Elysa Fazzino
WASHINGTON – Rita è ora un uragano di forza 5, la massima: avanza
con venti superiori a 260 chilometri all’ora verso la costa del Golfo del
Messico. Si dirige verso il Texas: si prevede che si abbatterà sulla
terraferma sabato, lungo l’arco di costa che va da Corpus Christi a
Galveston a Houston. Rita rischia di far finire di nuovo sott’acqua New
Orleans, devastata tre settimane fa dall’uragano di categoria 4 Katrina.
E’ scattata l’evacuazione obbligatoria: oltre un milione 300mila persone
sono in fuga. La gente scappa da Galveston, dalle zone a rischio
inondazione di Houston e Corpus Christi, da New Orleans, dove gli abitanti
avevano appena cominciato a rientrare. I morti di Katrina sono ormai oltre
mille e questa volta nessuno vuole rischiare. Le autorità sono più
preparate, tutti riescono a partire. Il presidente Usa George W. Bush
avverte gli americani: «Spero e prego che Rita non sia devastante come
Katrina, ma dobbiamo essere preparati al peggio». Rita ha già provocato un
ulteriore aumento dei prezzi del petrolio e rischia di aggravare l’impatto
economico di Katrina. E’ stata anche disposta la chiusura, precauzionale,
di due centrali nucleari.
Galveston spera che la storia non ripeta se stessa. Nel settembre del 1900
la città-isola del Texas fu distrutta dal più mortale disastro naturale
della storia degli Stati Uniti: un uragano di forza 4 che fece almeno
8mila morti. Oggi, 105 anni dopo, l’uragano Rita minaccia lo stesso tratto
di costa.
Non è escluso che Rita cambi rotta e si diriga più a est, verso la
Louisiana. New Orleans è comunque in allarme: anche se l’uragano si terrà
lontano, possono bastare dieci centimetri di pioggia per far cedere gli
argini appena riparati. Non è neppure escluso che Rita pieghi a sud, verso
il Messico. Il Centro nazionale uragani sperava che la bufera si
indebolisse leggermente procedendo verso ovest, ma ora prevede che quando
toccherà terra sarà sempre un uragano potente, probabilmente di categoria
4. Katrina era passato da forza 5 a forza 4 prima di toccare la terraferma
ed è stato una catastrofe.
Bush ha dichiarato lo stato d’emergenza per le aree del Texas e della
Louisiana nella traiettoria di Rita. Gli ordini e gli appelli
all’evacuazione si susseguono. A Houston, una metropoli di 2 milioni di
abitanti, il sindaco Bill White ordina l’evacuazione per le zone soggette
a inondazione ed esorta gli abitanti di molti altri quartieri a lasciare
la città. Per facilitare le partenze, White ha deciso di chiudere oggi e
domani le scuole e ha chiesto di far venire al lavoro solo il personale
essenziale. La Nasa ha ordinato l’evacuazione del centro spaziale Johnson
di Houston, il quartiere generale del programma degli shuttle: i 15mila
dipendenti erano già partiti quando è arrivato l’ordine. Il governatore
del Texas Rick Perry invita la gente a non aspettare l’ultimo momento, a
partire subito perché le strade saranno ingorgate di traffico. Il Texas ha
chiesto al New Mexico di ospitare un migliaio di sfollati dell’uragano
Katrina, che aveva accolto ma non può più proteggere. La governatrice
della Louisiana Kathleen Blanco proclama lo stato d’emergenza nell’ovest
dello stato e ripete: «Partite». Evacuazione obbligatoria anche per le
isole vicino a Corpus Christi.
New Orleans non intende più farsi cogliere alla sprovvista, non vuole
ripetere gli errori che rallentarono i soccorsi e aggravarono le perdite
dopo Katrina. «Abbiamo imparato la lezione», assicura il sindaco Ray Nagin.
Nel convention center della città semivuota ci si prepara ad allestire un
ospedale militare. Ci sono 500 autobus pronti a portare in salvo gli
abitanti. I militari hanno preso provvedimenti per fare arrivare in città
aerei civili per evacuare la popolazione e hanno stoccato abbastanza cibo
e acqua per mantenere 500mila persone. La Guardia Nazionale sta andando di
porta in porta nei quartieri più poveri per avvertire chi non è mai
partito o è ritornato che sta per arrivare un altro uragano. In quei
quartieri la gente non ha collegamenti col mondo esterno: niente giornali,
niente elettricità per far funzionare i televisori. Inoltre, è stato messo
a punto un sistema di comunicazioni che usa i satelliti del Dipartimento
della Difesa, qualora saltassero le linee telefoniche fisse, le
comunicazioni di telefonia mobile o via radio. Tutti questi preparativi
mancarono quando stava per arrivare Katrina.
Anche Galveston ha imparato la lezione impartita da Katrina a New Orleans:
la città di 60mila abitanti, il cui sviluppo fu fermato dall’uragano del
1900, ha subito evacuato case di riposo e ospedali e mette a disposizione
autobus per chi non ha mezzi per andarsene.
Rita ha già superato senza eccessivi danni le Keys, la catena di isolette
al sud della Florida, perché è passata più a sud del previsto. Ha portato
piogge battenti e forti venti, lasciando decine di migliaia di abitazioni
senza elettricità. E ora gli abitanti, che avevano ascoltato l’ordine di
evacuazione del governatore Jeb Bush, stanno tornando a casa.
22 settembre 2005
ilsole24ore.com
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