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la nuova mappa di plutone |
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di Giovanni Caprara Grazie alle osservazioni del telescopio Hubble ora si hanno molte più informazioni sull'ultimo pianeta del sistema solare Plutone, l’ultimo pianeta del sistema solare, ha un nuovo volto, più preciso ed aggiornato. Grazie al meraviglioso lavoro di osservazione compiuto con il telescopio spaziale Hubble durato un anno (dal luglio 2002 al giungo 2003) sono state raccolte una serie di immagini che elaborate per due anni hanno generato il nuovo volto dell’estremo corpo celeste. Naturalmente non bisogna immaginare nulla di particolarmente dettagliato ma una successione di macchie che indicano le differenze delle varie zone. Tuttavia le loro analisi suggeriscono alcune informazioni preziose. Le zone scure sono ritenute formate da ghiaccio d’acqua sporco. E quelle chiare da azoto ghiacciato. Si vedono inoltre aree rossastre dove il metano ghiacciato forse mischiato ad altro materiale organico , cioè con molecole carboniose, potrebbe essere abbondante. E’ interessante notare come il metano ghiacciato sia distribuito un po’ dovunque. ENIGMA - Ma c’è anche un piccolo
enigma su cui sono puntati gli occhi dei planetologi. Si tratta di una
strana macchia luminosa nella zona centrale ritenuta composta da monossido
di carbonio. Ed proprio qui che si vorrebbe concentrare parte delle
indagini della nuova sonda New Horizon in procinto di partire per i
confini del sistema solare. Approfittando inoltre di un’occultazione gli
astronomi hanno anche potuto misurare con maggior precisione il diametro
di Caronte, la luna plutoniana che risulta essere di 602,5 chilometri,
quindi un po’ maggiore rispetto al passato. La sua densità avrebbe quindi
un valore intorno a 1,73 grammi per centimetro cubo. Da tempo si discute
circa la natura di Plutone. Anzi l’Unione astronomica internazionale aveva
suggerito di declassarlo dal rango di ultimo pianeta ad «oggetto
transnettuniano» perché simile ad altri trovati di recente nella
cosiddetta fascia di Kuiper che circonda il sistema solare. Secondo alcuni
Plutone dovrebbe essere il primo di questi «oggetti» formati da ghiaccio e
roccia. Ma davanti alla singolare ipotesi c’è stata un’autentica
sollevazione da parte di numerosi scienziati ma soprattutto da parte dei
fans plutoniani, per cui la proposta è stata congelata. Forse una parola
più definitiva si potrà pronunciare con l’arrivo della sonda della Nasa
New Horizon il cui lancio è previsto tra gennaio e febbraio dell’anno
prossimo. Purtroppo il viaggio sarà lungo e l’incontro non potrà che
avvenire nel 2015. L’attesa è lunga ma varrà la pena aspettare: le
sorprese potrebbero essere molte e interessanti. 13 settembre 2005 |
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