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ANCONA - Non basta azzerare la commissione
aggiudicatrice per cancellare il sospetto che l’appalto da cinquanta
milioni per la manutenzione degli ospedali pubblici cittadini sia
stato inquinato da una fuga di notizie e da misteriose registrazioni
clandestine che hanno spiato per quasi trenta ore i lavori del pool di
cinque tecnici incaricati di valutare le offerte e aggiudicare la
gara. L’intervento della procura, che lunedì scorso ha sequestrato le
buste con le offerte economiche delle sette ditte concorrenti al
Global Service, vanifica il tentativo del direttore generale Paolo
Menichetti di riportare tutto nella norma cambiando i commissari. Così
ieri il top manager dell’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti di
Ancona ha dovuto fare un’ulteriore marcia indietro (dopo il cambio dei
commissari deciso il 12 febbraio) revocando l’intera procedura di
gara, “con conseguente annullamento dei relativi atti - si legge in
una nota -, della licitazione privata per l'affidamento del Global
Service di manutenzione di immobili, impianti tecnologici e arredi,
con fornitura di fonti energetiche”.
L’inchiesta per turbativa d’asta condotta dal procuratore Vincenzo
Luzi e dal sostituto Stefania Ciccioli muove in queste ore passi
decisivi per capire chi ha piazzato i registratori (o addirittura le
microspie) nella sala dove si riuniva la commissione. Da quelle
intercettazioni, finite in mano ai carabinieri della sezione di Pg
della procura, emerge che “uno dei membri della precedente commissione
era a conoscenza del contenuto delle offerte economiche avanzate dalle
imprese” quando le buste erano ancora chiuse. A svelare questo
clamoroso retroscena, ipotizzato nel decreto di perquisizione e
sequestro emesso dalla procura per acquisire le buste, è lo stesso
comunicato diffuso ieri da Menichetti per spiegare la decisione di
revocare la gara. Una mossa che fa piazza pulita di tutte le procedure
svolte dal luglio 2004 in avanti per assegnare l’appalto Global
Service da 12 milioni e 540 mila euro l’anno per un quadriennale,
rinnovabile per altri quattro anni, fino un totale di cento milioni di
euro. Un mega-appalto per il quale gareggiavano sette aziende: la
Tecal e Orion di Reggio Emilia, la Manutencoop di Zola Predosa
(Bologna), la Carbotermo e la Siram di Milano, la Elyo di Sesto San
Giovanni e la Aps Company di Jesi, la ditta che attualmente gestisce
insieme alla Siram il servizio di manutenzione in attesa del rinnovo
dell’appalto.
Il sospetto (ancora tutto da verificare, sia chiaro, tanto che non ci
sarebbero ancora indagati) è che qualcuno tra i concorrenti abbia
giocato sporco, cercando di condizionare l’appalto facendo filtrare
informazioni preziose per calibrare bene l’offerta. Le registrazioni -
sulle quali la procura forse disporrà una perizia tecnica - sarebbero
servite a spiare i lavori della commissione, capirne gli orientamenti,
e poi magari utilizzate per far saltare il banco quando s’era intuito
che piega stava prendendo l’affare. Il caso è esploso nella fase
cruciale dell’appalto, dopo la presentazione delle offerte tecniche e
prima dell’apertura delle buste con le offerte economiche che
dovrebbero poi sancire l’assegnazione dell’appalto combinando la
qualità dell’offerta tecnica con la convenienza economica. Già a
dicembre qualcosa aveva comincia a incepparsi e il direttore generale
Menichetti, venuto a sapere che esistevano delle registrazioni dei
lavori della commissione, aveva presentato un esposto in procura per
un sospetto di turbativa d’asta. Ma non è lui (forse lo fa una ditta?)
che consegna agli investigatori le cassette con le registrazioni, in
cui tra le voci che si sentono parlare dell’appalto c’è anche quella
del direttore generale, che non fa parte della commissione composta
dai tre tecnici dell'azienda ospedaliera Stefano Contessi, Sergio
Cordiali e Gilberto Mancini, e da due esperti esterni, gli ingegneri
Principi e Rinaldi. Alcuni di loro sono stati già sentiti, come
persone informati sui fatti, ma forse manca ancora il passaggio in
procura del personaggio chiave, il commissario che dalle
intercettazioni dà l’impressione di conoscere in anticipo le offerte
pervenute in busta sigillata
24 marzo 2006 |