«Reciprocità»: sta racchiusa in
questa parola di undici lettere la strategia che
l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, ha deciso di
giocare ieri nella missione a Bruxelles per un colloquio con i
Commissari Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, e al Mercato
Interno, Charlie McCreevy, sulle nozze Suez-Gaz de France in
chiave anti-Italiana.
«Abbiamo aperto il nostro mercato
ai maggiori produttori nazionali europei dell'energia - ha
detto al termine dell'incontro - come Enel ci siamo ridotti ad
avere un terzo del mercato nazionale in Italia aprendoci al
mercato: chiediamo che altri Paesi si aprano alle nostre
esigenze di poter crescere in modo armonioso, amichevole e
creare un vero mercato paneuropeo dell'energia». Reciprocità,
ha chiarito, «vuol dire condizioni e agibilità per offrire ai
possessori di azioni di altre società un'interessante proposta
sulla quale spetta a loro decidere». Un incontro «cordiale e
amichevole», «solo un piccolo contributo verso la creazione di
regole chiare, aperte e uguali per tutti i potenziali
concorrenti in modo da creare le basi per una politica
energetica europea comune». Mentre dalla Commissione Ue è
giunto solo un comunicato scarno in cui si legge che «Conti ha
prsentato a Kroes il suo punto di vista sui recenti sviluppi
del mercato dell'energia». Suez, però, non sembra credere alle
argomentazioni di Conti: da Parigi il delegato generale per le
relazioni internazionali del colosso francese, Yves-Thibault
de Silguy, ha puntato il dito contro il regime giuridico di
cui beneficia Enel, che «può lanciare un'offerta su chiunque,
mentre nessuno può lanciare un'offerta su Enel» perchè il
governo italiano dispone nello statuto della società di alcuni
poteri specifici, come, ad esempio, il diritto di veto su
alcune decisioni. La designazione del cda - ha proseguito -
permette allo Stato italiano di assicurarsi un controllo dell'utility.
Risultati 2005 e strategia al cda. Oggi
gli occhi sono puntati sul consiglio di
amministrazione della società italiana che dovrà
approvare i risultati 2005 (che secondo gli
analisti interpellati dal Sole 24 Ore Radiocor
vedranno un utile netto in aumento a 3,77,3,87
miliardi rispetto ai 3,4 miliardi del 2004 e un
dividendo intorno ai 43-45 centesimi rispetto ai
36 centesimi dell'anno precedente) ma che con
molta probabilità servirà a Conti per fare il
punto sulla vicenda Suez. Anche se sembra ormai
improbabile che sia imminente il lancio dell'Opa,
almeno non alla viglia di appuntamenti cruciali
per la società guidata da Conti e a livello
europeo. Domani è infatti in agenda un doppio
appuntamento: Enel incontra a Londra la comunità
finanziaria sul bilancio 2005 e il piano
industriale e sempre domani si apre il vertice
Ue a Bruxelles dove sarà la questione energetica
a tenere banco e dove i rappresentanti dei 25
Stati membri dovrebbero prendere posizione di
fronte alla rinascita del nazionalismo
finanziario. Secondo le anticipazioni i capi di
Stato e di Governo dei 25 Paesi dell'Unione
chiederanno «mercati aperti e competitivi» così
come la «trasparenza e la non discriminazione in
coerenza con le regole della concorrenza».
Dietro le quinte, intanto, scrive il Financial
Times, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
sta preparando insieme alla Gran Bretagna e
all'Olanda una denuncia congiunta contro il
protezionismo nell'Unione europea. Mentre il
premier Silvio Berlusconi ha chiarito che non è
previsto alcun incontro bilaterale con il
Presidente francese Jacques Chirac, e ha
rinnovato l'invito all'esecutivo Ue «a dire la
sua».
McCreevy chiede nuovi dettagli a Parigi.
Dalla capitale europea, intanto, una nuova
tegola si è abbattuta su Parigi: il Commissario
McCreevy ha chiesto nuovi dettagli
sull'operazione e attende una risposta entro due
settimane. Una prima lettera era stata inviata
dall'esecutivo Ue il 2 marzo scorso e il governo
francese aveva già fornito alcune informazioni
che per la Ue «rappresentano un buon inizio».
McCreevy vuole però capire se la Francia ha
violato o meno le regole europee sulla libera
circolazione dei capitali. Se non sarà
soddisfatto potrà aprire una procedura di
infrazione.
Voci
di un'alleanza a tre. L'utility italiana,
secondo Il Giornale, avrebbe un asso nella
manica: a Parigi sono tornate le voci di un
possibile compromesso con Suez per una fusione a
tre che includerebbe anche Enel. Tutto dipenderà
comunque dall'esito dei colloqui di Bruxelles.
«La reale disponibilità francese - scrive il
quotidiano - dipenderà dal timore che la fusione
tra Suez e Gdf possa arenarsi tra le secche
delle obiezioni comunitarie». Un portavoce del
colosso energetico francese ha però fatto sapere
che Suez ha avuto contatti indiretti con Enel
che ora sono stati interrotti. Sull'ipotesi di
un matrimonio a tre il ministro francese
dell'Economia, Thierry Breton, non si sbilancia
e afferma che le imprese sono libere di
scegliere le alleanze che ritengono migliori.
Alla domanda se il governo incoraggi il
compromesso tra le tre aziende Breton risponde
che Parigi «non incoraggia nulla. Incoraggio
solamente le imprese a fare il loro lavoro» e
queste possono «stringere alleanze con chi
vogliono». Breton spiega che la fusione tra Suez
e Gdf comporterà «certamente la cessione di un
certo numero di asset, ma è normale».
di
Chiara Bussi
22 marzo 2006
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