::Unicredit pronta a fare shopping in Germania::

 


 

Le prede appetibili sono sempre meno, eppure Unicredit è ancora in campagna acquisti sia in Germania che nell'Est Europa: parola dell'amministratore delegato Alessandro Profumo, che ha presentato i risultati 2005 dopo l'aggregazione con Hypovereinsbank agli analisti in Piazza Affari.

«Non siamo mai stati predatori né in Germania né da altre parti, ma abbiamo sempre detto che quello tedesco è il nostro home market dove abbiamo sì una buona presenza, ma dove vogliamo ancora crescere». Un'acquisizione in Germania, ha commentato Dieter Rampl, numero uno di Hvb, sarà presa in considerazione «se avrà una logica tenuto conto delle dimensioni del gruppo e del fatto che siamo molto forti in Baviera e nel Nord del paese, ma non tanto nella zona centrale che è quella di maggiore interesse per noi». Guardando a Est, ha aggiunto Profumo, «la crescita continuerà in termini organici, ma le acquisizioni sono sempre più difficili perché ci sono sempre meno banche con cui si può pensare ad una acquisizione o a una aggregazione». Comunque, «in Europa Centro-orientale siamo leader, per noi è un mercato fondamentale».

A proposito di Est, non poteva non essere toccato il piatto forte della storia recente, il braccio di ferro con il governo polacco sulla fusione tra le banche Pekao, già controllata da Piazza Cordusio, e Bph, ricevuta in dote dal matrimonio con Hvb. Il prossimo incontro tra Unicredit e i vertici di Varsavia per discutere della vicenda è in agenda per il 5 aprile. «Abbiamo avuto un incontro costruttivo con il primo ministro Marcinkiewiczsu Bph. Il tavolo tecnico con il ministero del Tesoro è aperto per trovare una soluzione ma i tempi non dipendono da noi».

Nell'incontro con gli analisti è stato affrontato anche l'argomento Generali, ovvero il futuro della partecipazione detenuta dal gruppo bancario nel Leone di Trieste, pari al 3,5% circa, attualmente a servizio di un prestito convertendo che sarà esercitabile alla fine dell'anno. «Non vogliamo - ha commentato l'ad di Unicredit - essere coinvolti in un gioco di potere intorno alle Generali. Abbiamo scelto lo strumento del convertibile per poter vendere senza creare impatti sul titolo e per agire in modo market friendly». Profumo ha anche detto che «lo strike price è pari a 28,06 euro, quindi migliore del 26 fissato da altri e mi aspetto di incassare la relativa plusvalenza. Per noi la storia Generali è chiusa».

Infine, capitolo Fiat ed eventualità di un'uscita di Piazza Cordusio dall'azionariato del Lingotto ora che la minusvalenza sul convertendo è pressoché azzerata grazie al rally del titolo in Borsa. Su questo punto il manager è stato netto: «Non ho nessun commento da fare». Profumo, sul gruppo torinese, si è limitato a sottolineare: «In tempi non sospetti avevo detto che la squadra Fiat stava facendo un buon lavoro», un fatto che poi è stato confermato. Su Fidis, società di credito al consumo, invece, «esistono degli elementi contrattuali, se la Fiat vuole comprare lo può fare». Profumo ha precisato che la banca da lui guidata «non ha mai valutato» un eventuale rientro nella finanziaria nel caso la Fiat ricomprasse.

di Al. AN

22 Marzo 2006

 

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