::Petrolio nuovo record, 72 dollari al barile::

 

Il Brent con scadenza a giugno ha guadagnato 54 centesimi rispetto alla precedente rilevazione.

LONDRA - - Il nuovo record registrato a Londra si deve ai timori per la situazione di aspro confronto tra Iran e Usa. In caso di conflitto militare, l'Iran, quarto produttore mondiale di petrolio, potrebbe azzerare le forniture all'occidente. Il Brent con scadenza a giugno ha guadagnato 54 centesimi rispetto alla precedente rilevazione ed è quotato 72 dollari al barile. Ieri era salito fino al massimo storico di 71,40 dollari. Secondo molti analisti, considerato che in Italia il caro-petrolio rimbalza direttamente sull'elettricità e che i prezzi del metano sono ancorati al greggio, è molto probabile che in estate arrivino sulla testa dei consumatori nuovi aumenti per gas ed elettricità.
I MOTIVI DEI RINCARI - Per gli analisti del settore è l'insieme della condizioni di mercato - domanda globale in crescita e offerta che appare insufficiente - alla base del rally delle quotazioni petrolifere. E inoltre, la tensione aumenta anche per l’avvicinarsi dell’estate, quando negli Usa i consumi di carburanti toccano i massimi, mentre le scorte statunitensi di benzine continuano a diminuire. «Il driver della giornata, il fattore che oggi sta causando le impennate dei prezzi, è la questione Iran, ma il fattore sottostante che alimenta le tensioni di mercato è una domanda globale che resta molto forte», afferma Tobin Gorey, stratega sulle materie prime per la Commonwealth Bank of Australia a Sydney. Secondo Tetsu Emori, capo stratega sulle materie prime per la Mitsui Bussan Futures di Tokyo, un altro fattore che proietta al rialzo le quotazioni è l'assottigliamento delle riserve di carburanti degli Usa, in una fase in cui il primo paese consumatore di greggio e carburanti si avvicina il picco annuo dei consumi. "Ora il mercato è molto più teso - dice Emori - Le cose non sono cambiate molto ma avvicinandoci alla driving season estiva avremo bisogno di più greggio per raffinare carburanti, e sappiamo che la produzione Usa di carburanti è limitata dalla sua bassa capacità di raffinazione".
 
18 aprile 2006
 
 
corriere.it

 

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